Il Progresso - 1924
Il Progresso è stato un Giornale Liberale Monarchico, pubblicato a Montalcino, a cadenza quindicinale (1° e 3° domenica del mese), pubblicato dal 1890. Nasce come periodico di natura politica e sociale, attivo fino al periodo fascista, composto da n.4 pagine per ogni numero.
Adolfo Temperini fu il direttore del giornale, che veniva solitamente stampato presso la tipografia La Stella di Montalcino.
Alcuni numeri di quest'anno, però, risultano stampati anche dalla tipografia editrice O. Turbanti.
L'obiettivo del periodico è stato quello di divulgare informazioni provenienti dal territorio italiano e non, alternando notizie di guerra, tema ricorrente in quegli anni, a comunicazioni prettamente locali di diverso spessore. Erano riportati, ad esempio, i nomi dei montalcinesi che contraevano matrimonio nel Comune, eventuali diffide tra paesani, necrologi, propagande di diversa natura e simili; inoltre, vi era una sezione dedicata alle notizie che giungevano dai paesi limitrofi quali Buonconvento, Asciano, Rapolano Terme, Torrenieri, Siena e simili.
La presente scheda raccoglie n.22 uscite risalenti al 1924.
Ad aprire la quindicesima pubblicazione del mese di giugno dello stesso anno, si trova un articolo interamente dedicato all'omicidio dell'onorevole Giacomo Matteotti. L'autore condivide una riflessione sul delitto dell'onorevole, assassinato pochi giorni prima dell'uscita del giornale, e analizza le reazioni politiche in Italia dopo il suo omicidio. L'articolo condanna fermamente il crimine, definendolo un atto di "delinquenza" che ha offeso la libertà e i diritti dei membri del Parlamento. Viene sottolineato che l'omicidio è stato compiuto da un gruppo di fascisti, ma Temperini si premura di separare questo atto criminale dal fascismo come movimento e dal governo di Mussolini, affermando che non bisogna confondere i crimini di alcuni con l'intero regime.
Il popolo italiano, secondo quanto riportato nel testo, ha reagito con senso di disciplina e ha mostrato solidarietà al governo fascista, distinguendo chiaramente tra i colpevoli dell'omicidio e la maggioranza dei fascisti, che non sarebbero responsabili del delitto. In questo contesto, l'autore difende Mussolini e il fascismo, respingendo le critiche provenienti dalle opposizioni, in particolare dai partiti di sinistra, che cercano di sfruttare il delitto per minare la stabilità politica e il governo fascista.
L'articolo fa anche riferimento alla campagna di odio portata avanti dai nemici del fascismo, definendola come ipocrita e disonesta. In conclusione, Temperini si dichiara un liberale che ha inizialmente supportato il fascismo come forza per la rigenerazione nazionale e invita a distinguere il crimine individuale dalle politiche del governo.
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